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Da quel giorno in poi, divenni più abile nel modo in cui lo osservavo, tenevo la testa bassa e gli occhi sempre pronti a guardare altrove. Ma lui era ancora più abile di me. Durante ogni pasto, capitava almeno una volta che si voltasse cogliendomi di sorpresa prima che potessi fingere indifferenza. Quei secondi, quei mezzi secondi, in cui i nostri sguardi si toccavano erano gli unici momenti della giornata in cui sentissi qualcosa. L'improvvisa morsa allo stomaco, la rabbia che prendeva a scorrere. Ero come un pesce che fissava l'amo.Riuscite a sentire il battito del mio cuore che accelera? Forse dico una baggianata, perché non è che la mia memoria sia un granché, ma penso proprio di non aver MAI LETTO UNA STORIA D'AMORE PIÙ BELLA DI QUELLA TRA ACHILLE E PATROCLO. Tutto, in queste pagine, è di una DELICATEZZA ma di un'INTENSITÀ IMMANE. Per poco non ho avuto un infarto, come Patroclo, quando Achille lo nomina Therapon di fronte a Peleo. «Un compagno d'armi legato a un principe da un giuramento di sangue e amore».
La sua compostezza imperturbabile nascondeva un altro volto, divertente e sfaccettato come una gemma che catturava la luce. Gli piaceva fare giochi che mettevano alla prova la sua abilità, afferrare cose al volo con gli occhi chiusi, tentare capriole impossibili sui letti e sulle sedie. Quando sorrideva, la pelle attorno ai suoi occhi si increspava come carta tenuta vicino a una fiammaAh, quante volte ho trattenuto il fiato insieme a Patroclo! Vederli crescere insieme e innamorarsi pian piano, inevitabilmente, è stata UN'EMOZIONE INDESCRIVIBILE. Ma il loro amore non ha avuto vita facile, nossignore. Perché, prima della guerra di Troia, Achille e Patroclo hanno dovuto superare diversi ostacoli.
Achille stesso era come una fiamma. Splendeva, attirava lo sguardo di tutti.
«Verrai con me?» chiese.L'ostacolo più grande, qui, porta il nome della dea Teti, madre di Achille e ninfa del mare. Madeline Miller l'ha resa una vera e propria antagonista. Teti è di una bellezza spiazzante e, come Patroclo, tremavo a ogni sua entrata in scena. È spettacolare e cattivissima nei confronti del ragazzo di cui suo figlio si è innamorato: non lo ritiene degno di lui, poiché è un misero mortale. Probabilmente, gli altri lettori non hanno gradito affatto che Achille corresse sempre da lei, a ogni nuovo evento, mentre io l'ho trovato un comportamento molto umano: un figlio che cerca costantemente il parere della madre, che la ascolta e fa tesoro dei suoi consigli, pur sapendo quanto siano sbagliati e colmi di egoismo. Achille la ama moltissimo, nonostante lei non approvi Patroclo. E anche Teti lo ama, più di quanto possa ammettere, più di quanto le sia concesso.
Il tormento infinito dell'amore e del dolore. Forse, in un'altra vita, avrei potuto rifiutare, avrei urlato strappandomi i capelli, lo avrei lasciato solo ad affrontare la sua scelta. Ma non in questa. In questa sarei salpato per Troia e lo avrei seguito, persino nella morte. «Sì» sussurrai. «Sì.»

«Non devi uccidere Ettore» dissi.Ma sappiamo bene che, per uno scherzo del destino – e diciamocelo, perché gli dei si annoiavano –, il possente Ettore gli porterà via un pezzo della sua anima...
Lui alzò gli occhi, il suo bellissimo viso incorniciato dall'oro dei suoi capelli. «Mia madre ti ha raccontato il resto della profezia.»
«Sì.»
«E pensi che solo io sia in grado di uccidere Ettore.»
«Sì» dissi.
«E pensi di poter rubare un po' di tempo alle Moire.»
«Sì.»
«Ah.» Un sorriso sornione si aprì sul suo viso; aveva sempre amato le sfide. «Be', per quale motivo dovrei ucciderlo? Non mi ha fatto niente.»

Da quel giorno in poi, divenni più abile nel modo in cui lo osservavo, tenevo la testa bassa e gli occhi sempre pronti a guardare altrove. Ma lui era ancora più abile di me. Durante ogni pasto, capitava almeno una volta che si voltasse cogliendomi di sorpresa prima che potessi fingere indifferenza. Quei secondi, quei mezzi secondi, in cui i nostri sguardi si toccavano erano gli unici momenti della giornata in cui sentissi qualcosa. L'improvvisa morsa allo stomaco, la rabbia che prendeva a scorrere. Ero come un pesce che fissava l'amo.